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Sergio Mattarella ha giurato sulla Costituzione e non ci sono sfuggiti alcuni passaggi del suo discorso.

A cominciare dal riferimento alle ferite al tessuto sociale generate dalla crisi, con aumento di ingiustizia, povertà, emarginazione e solitudine.

“Per uscire dalla crisi, che ha fiaccato in modo grave l’economia nazionale e quella europea, va alimentata l’ inversione del ciclo economico” ha detto il Presidente Mattarella.

Pensiero a cui noi accostiamo due semplici parole: REDDITO DI CITTADINANZA.

Mattarella ha colto anche uno dei problemi che maggiormente abbiamo sollevato in questo due anni, rimanendo inascoltati.

Così anche l’ abuso di decretazione entra nel discorso del Presidente che chiede un bilanciamento fra esigenze di Governo e rispetto del Parlamento, promettendo di essere imparziale.

Poi, la promozione della cultura, la ricerca dell’eccellenza, fino alle nuove tecnologie e il superamento del “divario digitale”.

Un richiamo alla lotta ai furbetti del fisco (ricordiamolo quando saranno presentati i decreti delegati) e all’ autonomia e al pluralismo dell’informazione.

E, finalmente, c’è la legalità.

Con lotta alla mafia e alla corruzione come priorità assolute .

“Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste , competenti, tenaci.

E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere”.

Tutti temi su cui ci battiamo, praticamente, in solitaria da quanto siamo entrati nelle istituzioni.

Noi ci siamo.

Infine un passaggio importante: la voglia di cambiare, rappresentata dai giovani parlamentari, portatori di speranze, anche con la critica e l’indignazione.

A questi parlamentari il presidente chiede un contributo positivo.

Noi siamo pronti a darlo.

È ora di voltare pagina , dopo due anni in cui non siamo stati tutelati, anzi, in cui gli attacchi sono stati ripetuti e mirati nei nostri confronti.

Abbiamo due anni di arretrati da discutere al colle più alto di Roma per questo abbiamo chiesto un incontro in cui portare i nostri temi.

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I due BIRICHINI Renzi e Berlusconi sono riusciti a far eleggere un Presidente abbastanza sconosciuto alla maggioranza degli Italiani, con la schiena dritta (anzi rigida, vista la postura) e con quella tipica aurea blu polvere dell’era andreottiana.

In tutta verità ho trovato il discorso del Presidente privo di mordente, con spruzzi di captatio benevolentiae, a tratti banale, anzi proprio a “tratti”, a causa degli applausi continui, con quell’effetto inutile, fastidioso e ritorsivo che fanno le risate finte degli anni ‘80 di Striscia la notizia.

Il Presidente ha dichiarato che vuole fare l’ARBITRO IMPARZIALE e confida nella CORRETTEZZA DEI GIOCATORI.

Peccato, però, che i giocatori ai quali si appella siano in realtà GIOCOLIERI, professionisti dell’illusionismo, con abili MANI di VELLUTO.

Giocano da sempre con la semantica delle parole, chiamando assoluzione quello che in realtà è prescrizione, chiamando a tutele crescenti, quello che in realtà è a tutele arretranti le condizioni dei lavoratori, chiamando diritto del lavoro quello che in realtà è diventato monetizzazione e indennizzo-mercato.

E giocano a muovere attentamente le pedine sulla scacchiera.

Etvoilà, hanno fatto DAMA, anzi Presidente!

Il gioco è stato disvelato dal mio collega Massimo Baroni: Mattarella a seguito dell’elezione a Presidente della Repubblica, ha lasciato il posto di giudice della Corte Costituzionale, la quale SI DOVRÀ ESPRIMERE PROSSIMAMENTE SULLA RETROATTIVITÀ DELLA LEGGE SEVERINO che ha stabilito la decadenza e l’incandidabilità di Berlusconi.

Inoltre al momento un posto da giudice della Corte Costituzionale risulta ancora vacante poiché il Parlamento non l’ha ancora eletto.

PERTANTO BERLUSCONI POTRÀ SCEGLIERE ADESSO DUE GIUDICI alla Corte Costituzionale A LUI AMICI, pronti a tendergli ben 4 mani e riportarlo in sella.

Presidente BluPolvere di nuovo tanti Auguri!

e mi raccomando, occhio al portafoglio!